Da piccola mi chiedevo cosa spingesse mia madre ad alzarsi presto dopo una settimana di sveglie da panettiere; la domenica ore nove tutto era pronto: colazione da mulino bianco, la pizza di spaghetti per il pranzo, le polpette, la parmigiana, la macedonia, la casa luccicante in stile MCS -Wohnhaus e le valigie per andare al mare.
Non capivo perché lo facesse: cazzo era domenica, certificato dal mondo come giorno di riposo, in cui si dorme, si mangia e…si dorme!
Beh stamattina mi sono svegliata alle 7 (nonostante abbia fatto le ore piccole), ho fatto crossfit, pulito casa, preparato i pancakes per il mio ingrato ma fortunato coinquilino, curato il basilico, fatto il mio pesto stellato, tagliato un ananas, un melone e ventidue pesche; ho fatto il pollo al curry, i peperoni ripieni e la rana pescatrice ai frutti di bosco. Ho preso lo zaino e sono andata in piscina. Mentre ero al semaforo in bici mi sono chiesta “cosa faccio adesso?”.
E’ in quel momento che mi è tornata in mente mia madre e le mie analisi in stile sociometrico moreniano, tentando di comprendere la sua strana e incomprensibile ecletticità.
La luce verde di quel semaforo non ha soltanto liberato la strada dal traffico, ma anche la mia mente da quelle domande; ho capito cosa spingeva mia madre a non fermarsi mai: la paura di sprecare tempo, quella che ti rende adulto e beh, mi sa che è arrivato anche il mio momento.
Preoccupata di accumulare cose a 3 dimensioni, la gente non capisce che l’unica cosa che davvero possediamo, se pur limitatamente, è il tempo.
La vita scorre incessantemente come un fiume e non ci si può bagnare due volte nella stessa acqua, come ci insegna il caro Eraclito: Panta Rei, tutto scorre.
Probabilmente ho scelto di essere prima di tutto una musicista nella vita proprio per il potere (seppure illusorio) che si ha sul tempo: stare nel tempo, estenderlo, rubarlo.
La musica, tra le tante cose che dona, ha la proprietà di non essere un prodotto commerciale, ma tempo condiviso: dissolve il tempo, lo blocca e lo riavvolge all’infinito nella nostra mente.
Quando mi chiedono perché vivo una vita da eremita nonno di Heide io rispondo: “non voglio sprecare il mio tempo”; negli ultimi due anni il mio obiettivo reale della vita è stato questo e continuerà ad esserlo finché morte non MI separi.
Anche senza il mio Mignolo a seguito, ogni mattina mi alzo e tento di conquistare il mondo con la mia creatività.
Gandhi ha detto: “vivi come se dovessi morire domani. Impara come se dovessi vivere per sempre”.
Il coraggio di essere chi voglio, esprimermi e mai reprimermi: questo per me significa non sprecare tempo.

Quindi svegliati, alzati dal letto dei rimpianti e corri a vivere.
Le lancette girano.
Alcune volte devi andare e vedere cosa ti offre il mondo oppure non sai cosa ti offre il mondo e tu te lo domandi ogni giorno
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