Da naso al cuore: l’arte in goccia di O’Driù

Se si seguisse la traccia olfattiva di profumo lungo la linea del tempo, si scoprirebbe che è parallela all’evoluzione del genere umano. Il nostro senso dell’olfatto è primordiale e il suo passaggio da istinto di sopravvivenza al gusto personale è ciò che ha elevato il profumo in una forma d’arte ben realizzata.

Quando si mescolano dei profumi insieme, che è quello che fanno profumieri, le cose possono diventare molto imprevedibili, motivo per cui la profumeria risulta così empirica e artistica. 

Si può prevedere ciò che si otterrà mescolando due colori, ma non si può prevedere cosa accadrà mixando due odori: è quello che ci insegnano i racconti di naso di Angelo Orazio Pregoni, perfume maker che ha fatto della sua condizione di outsider assoluto un vero punto di forza. 


Creatore di O’DRIÙ Alchemic Perfumery, il nuovo Store di profumeria artistica nato a Milano, al 41 di via Molino delle Armi, ha lasciato un’impronta unica e inconfondibile nella profumeria, grazie alla sua creatività irriverente e iconoclasta. Molto più di un semplice negozio lo Store O’DRIÙ è l’unico al mondo in cui il perfume maker, autore di tutti i profumi, è presente per incontrare non solo chi è alla ricerca di fragranze realmente originali e accompagnarlo alla scoperta delle sue creazioni olfattive, ma anche per confrontarsi, scambiare idee e far nascere progetti assieme ad altri creativi e influencer – fashion creator, designer, artisti, trendsetter del lusso.


Il suo approccio fuori dagli schemi ha attirato l’attenzione dei creativi di tutto il mondo, conquistati dalla capacità visionaria del Naso, artista e concept designer di leggere oltre il momento attuale e cogliere possibili direzioni future del mondo del lusso. È così che negli anni si sono moltiplicate collaborazioni e contaminazioni con esponenti del fashion, del design, persino dell’alta cucina, in nome di una libertà di innovazione e sperimentazione che ha aperto nuove strade espressive. 


Il prossimo passo è la release del nuovo brand BePolar, attesissimo da tutti i perfume lovers.


Bach per le orecchie, Picasso per gli occhi, Angelo Orazio Pregoni per il naso: ecco come un profumo può divenire una forma d’arte…eterna.

O’DRIÙ Experience Store – @ Spazio Velvet
Lunedì / sabato – 10.30/13.30 – 14.30/19.30
Milano – Via Molino delle Armi 41

Mangia, prega…premia: il web giudice degli Chef Awards 2017 a Milano!

Da dietro a un bancone a dietro uno schermo, sono gli Chef le vere celebrità del momento.
Non fornelli ma riflettori accesi nelle cucine più famose d’Italia in occasione del premio CHEF AWARDS, il primo evento culinario dedicato alla premiazione dei talenti Made in Italy, basato su un rivoluzionario concetto di votazione: la voce del web.

Il 29 Maggio l’Auditorium “La Verdi,” nel cuore della città Meneghina, avrà luogo la sfida fra i migliori chef italiani selezionati grazie ad oltre 3 milioni di giudizi lasciati dagli utenti sulle principali piattaforme web e portali dedicati al mondo del food. Per la prima volta gli chef saranno giudicati proprio dalla voce più sincera e vera, quella di chi ha testato i ristoranti e lasciato un commento sul web.
L’evento ha l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del cibo italiano e dei ristoratori che contribuiscono ad accrescere il patrimonio culinario del Made in Italy.


Attraverso un semplice sistema di calcolo statistico, sono stati selezionati i migliori 600 in base ai punteggi presenti sui portali, utilizzando la media ottenuta fra il numero massimo di recensioni e il numero di voti più alti. Solo i migliori 100 saliranno sul palco di Chef Awards e fra questi 10 verranno premiati con il “The Best Chef Awards”.

La selezione dei ristoranti in gara, pubblicati per regione su http://www.chefawards.it, si basa sui seguenti criteri:

1. Selezione dei ristoranti per provincia in relazione al numero di abitanti;

2. Selezione dei ristoranti iscritti in almeno due portali di feedback;

3. Selezione fra i ristoranti con almeno 50 recensioni/giudizi;

4. Comparazione delle percentuali ottenute in almeno 2 portali.
Per la prima volta quindi sarà il popolo del web il vero giudice dell’evento.

Groupon – Main Sponsor dell’evento – promuoverà Chef Awards sulle sue pagine grazie ad una campagna dedicata ai migliori ristoratori italiani lanciando in contemporanea una nuova iniziativa solidale. Protagonista della campagna charity Azione contro la Fame, un’organizzazione internazionale, da 40 anni leader nella lotta contro le cause e le conseguenze della fame. Per tutto il mese di Maggio, per ogni coupon venduto dalle offerte che sostengono il progetto, Groupon donerà 1 euro all’organizzazione umanitaria fino ad un tetto massimo di 30.000€.


Tanti i nomi stellati tra i protagonisti dell’evento: in qualità di Testimonial lo Chef Andrea Mainardi, presenza consolidata nel programma la Prova del Cuoco e conduttore su FoxLife. Ospiti dell’evento anche il super Chef Bruno Barbieri e la food blogger Chiara Maci. Presenta la serata il conduttore e attore Paolo Ruffini.  

Rudy Bandiera, blogger e consulente web, sarà invece protagonista dello “storytelling” sul mondo del web e del food.

Un vero e proprio show rivolto a professionisti di settore e ai food lovers, durante il quale si alterneranno premiazioni, contenuti formativi, showcooking e food experience.

Gli utenti potranno acquistare sul portale Groupon.it le diverse tipologie di biglietto per Chef Awards 2017 a partire dal mese di marzo.
Lake the Group – la società organizzatrice dell’evento – nata nel 2008 vanta ben 10 anni di esperienza nel settore dell’organizzazione di grandi eventi legati al mondo food, BtoB e brand entertainment.

Azione contro La Fame: è un’organizzazione umanitaria internazionale, da quasi 40 anni leader nella lotta contro le cause e le conseguenze della fame. In quasi 50 Paesi del mondo salviamo la vita di bambini malnutriti, assicuriamo alle famiglie acqua potabile, cibo, cure mediche, formazione e consentiamo a intere comunità di vivere libere dalla fame.

Groupon (NASDAQ:GRPN) è il leader mondiale del commercio locale ed il luogo dove gli utenti possono scoprire tramite web o smartphone cosa fare, vedere, gustare e comprare a prezzi straordinari. Con gli acquisti in tempo reale, gli utenti possono trovare il meglio che la propria città può offrire in termini di attività locali, eventi, vacanze e prodotti di ogni genere. Groupon ha rivoluzionato il modello di business delle piccole e medie imprese e le modalità di interazione fra gli esercenti commerciali e i propri clienti, fornendo loro prodotti tecnologici capaci di personalizzare la vendita ed incrementare il business. Per scaricare l’App, visita http://www.groupon.it/mobile. Per cercare le offerte o iscriversi a Groupon, visita http://www.groupon.it,. Per scoprire come funziona Groupon, visita http://works.groupon.it/

Happy 25th birthdaylou 

Il 1992 ha fatto la storia: è l’anno in cui è nato Disneyland, l’Internet Society e cosa più importante…io (con la modestia che mi contraddistingue sempre :D)Mancano ventiquattro ore al mio primo quarto di secolo e sono già pronta sul blocco di partenza per la corsa ai festeggiamenti.

Ho sempre considerato il compleanno il più importante degli avvenimenti da celebrare (modesta e mai egocentrica :D) e da qualche anno ho organizzato weekend lunghi per festeggiarlo: viaggi, amici, arte, musica e tante tante dolcevolezze (che morirò di diabete ormai è un dato di fatto).

Quest’anno saranno venticinque e per onorare un quarto di secolo occorre come minimo un quarto di mese, motivo per cui sono stati organizzati non uno, non due, ma ben tre weekend di festeggiamenti. Ed oggi vi racconto il primo.
Fermata? La Ville Lumière!
Erano passati tre anni dalla mia ultima volta in Francia e volevo vedere finalmente Parigi in primavera. 

A spasso senza un planning, sorseggiando un Mariage Frères all’aperto (il tea più buono al mondo) e gustando i miei tanto amati macarons: era questa l’idea per trascorrere un compleanno tranquillo e spensierato; ignoravo il fatto che sarebbe invece stato molto di più.

Parigi, di tutti i luoghi, è dove mi sono sempre sentita un po’ a casa: sarà che una parte di me appartiene a questa terra, sarà il nome o la puzza sotto il naso all’insù, degno di ogni francese che si rispetti; non ho mai nascosto il mio desiderio di vivere lì, anche temporaneamente e questo viaggio ne è stata la conferma.
Ho preso una stanza in un boutique hotel in centro non lontana dal magnifico quartiere di Marais, uno dei più antichi di Parigi; stazione a 2 minuti e di fronte due linee della metropolitana, negozi e ristoranti intorno a Rue Saint-Antoine, oltre a decine di stradine dove vagare e perdersi tra pensieri e sogni.

L’appartamento in sé era piccolino, ma moderno e confortevole. Me ne sono innamorata, soprattutto per la sua combinazione di colori oro e blu, travi in legno, vasi di fiori alla finestra, un libro di cucina francese sulla scrivania e un tavolo da caffè stile bistrot sul balcone.

Mai come questa volta, mi sono sentita una “francese di quartiere”. 

Era esattamente dove volevo essere per festeggiare il mio compleanno.

E quando tutto sembrava già perfetto, eccoli lì, i biglietti per Disneyland e mille sogni da bambina trasformati in realtà. Festeggiando venticinque anni insieme, è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita: è una sensazione strana, indescrivibile, di quelle che ti raccontano ma che non riesci a comprendere. Fidatevi, è tutto vero; appena guardi il castello che hai sempre visto in miniatura sulla mensola della tua cameretta, ritorni a quando avevi sette anni e alle tue lacrime di gioia quando la mamma te lo fece trovare sulla torta di compleanno. Sì, è proprio così, solo il giorno della mia seduta di laurea ho avuto la stessa tachicardia, riapparsa davanti a Minnie che mi abbraccia e si complimenta per il mio cappello vintage très chic (bambina sì, ma sempre con stile eh). 

E poi la cucina francese, le passeggiate sulla Senna, Notre Dame, Tour Eiffel, Louvre, il pain au chocolat, i drogarons di Ladurée, gli éclair di Stohrer, lo shopping sugli Champs-élysées, e da Kilos (il vintage che si acquista al chilo…semplicemente geniale), i giardini profumati e un arcobaleno di sentimenti ad accompagnarmi.
“C’est mon anniversaire ”! – sì, il più bello della mia vita.
Lasciare Parigi non è mai stato facile per me, ma mai come questa volta. Sono grata per questo fine settimana che ricorderò sempre, in ogni sua sfumatura di cuore. Non avrei potuto chiedere di meglio per festeggiare il mio primo quarto di secolo.
À bientôt, Parigi!.

Grazie…

 To be continued…


Una giornata da Jean Claude Biguine per essere…divine! 

Ebbene sì, quest’anno sarà il mio primo quarto di secolo e ho deciso di far ricorso anch’io al botox: niente bisturi e operazioni, solo una rilassante seduta da Jean Claude Biguine, il miglior “chirurgo” sì… ma per capelli! Che avevate capito?! Lungi da me l’idea di essere azzannata in viso da siringhe e trasformata in uno dei protagonisti di Walking Dead!

… per molto tempo, ho colorato i miei capelli, perché come sapete mi piace cambiare e rinnovarmi, dentro e fuori. Così, tra un panta rei di boccoli e fifty shades of blonde, ho dovuto smettere di maltrattare la mia chioma (ormai non troppo folta) con la piastra e prodotti aggressivi…
E poi la settimana scorsa sono entrata in questo salone e…bibbidi bobbidi boo, la magia si è compiuta ed oggi ve la racconto…


Botox capillare, che cos’è? 

Si tratta di un trattamento che aiuta a ringiovanire i capelli. Miscelazione di cheratina, acido ialuronico e di aminoacidi, ripristina il materiale e la luminosità dei capelli in poco tempo, più o meno un mese.

Come si applica?

Innanzitutto il parrucchiere farà uno shampoo alcalino per aprire le fibre del capello ed eliminare le impurità. Poi si procede l’applicazione del botox con una spazzola, per poi strofinare il prodotto con le mani, come avviene per la colorazione. Poi si applica un panno caldo per una ventina di minuti che permetterà al prodotto di penetrare i capelli (e riscaldarli bene). Dopo circa venti minuti, si lava via tutto con acqua fredda, per chiudere le fibre del capello e infine si procede con lo styling/asciugatura.

Et voilà… lifting effettuato: sicuramente meno doloroso di quello chirurgico e molto più sano e benefico, infatti non contiene formaldeide che, a lungo andare danneggia la salute del capello, rendendolo secco, causa di punte fragili e spezzate.

Per chi volesse prolungare l’effetto a casa, Jean Claude Biguine ha creato una gamma botox con shampoo, balsamo e maschera senza risciacquo per un styling perfetto: il risultato è miracoloso! Rinforza l’integrità dei capelli dall’interno verso l’esterno e contiene microsfere organiche che aiutano a ridurre al minimo la perdita dei capelli e l’acido che esfolia e aiuta con a rinforzare e nutrire il cuoio capelluto.


Lo uso da solo una settimana e i miei capelli sono rinati: più morbidi, leggeri, setosi, forti e soprattutto… finalmente voluminosi!

Provate questo nuovo trattamento da Jean Claude Biguine…vi renderà sicuramente divine!

Profumo di rose e rinascita: Buona Pasqua!

Amo quelli che appena svegli non guardano il cellulare ma controllano che ci sia il sole fuori dalla finestra. Amo quelli che ogni giorno cercano di mettere un mattone di sogni e ambizioni nella propria vita, anziché toglierlo.

Amo quelli che ti prendono e portano via, e che quando si siedono al ristorante sanno cosa ordinare perché hanno già guardato il menù mentre ti aspettavano, per non perdere nemmeno un instante in più dei tuoi occhi.

Amo quelli che non ti regalano cadaveri floreali ma mazzi di cioccolatini e passione (fondenti 99%, grazie).

Amo quelli che qualunque sia la pendenza della propria vita, non si fermano di fronte a nessuna salita e che nonostante le mille cadute e cicatrici, sono sempre pronti a tornare in sella. 

Amo quelli che pensano che melius abundare quam deficere: sentimenti, tenacia o colori poco importa, amo quelli che ogni giorno si impegnano a vivere una vita spericolatamente a regola d’arte.

Amo quelli che pensano che il muscolo più importante da allenare non sia il bicipite, ma il cuore.

Amo quelli che Natale con i tuoi e Pasqua…anche, perché non c’è festa senza la propria famiglia.

Amo quelli che non aspettano di scartare un uovo per sorprendersi ma che riescono a farlo sempre, rinascendo e reinventandosi ogni giorno…proprio come me, che dopo questo tuffo al sud tra pastiere e arancini, morirò e rinascerò sicuramente… sotto obese spoglie 😆

Buona rinascita a tutti!

#Pasqua #2017

Prima-vera settimana di arte e design: Manolo Blahnik a Milano 

La primavera è sbocciata.

Dalle strade, parchi e giardini, fin dentro Palazzo Morando, dove il maestro delle scarpe, Manolo Blahnik, ha portato i profumi e i colori della stagione che più ha ispirato gli artisti nella storia.


 “Joy” è la parola che il designer ha utilizzato per riassumere 46 anni della sua carriera, celebrata a Milano attraverso la mostra “The Art of Shoes” che mette in scena  212 scarpe – selezionati tra più di 30.000 modelli – e 80 schizzi nella location suggestiva del 18° secolo – Palazzo Morando appunto – situato nel quartiere più fashion della città, nei pressi di Via Montenapoleone.
“Faccio tutto questo con immensa gioia”, ha detto Blahnik sulla sua attività, ammettendo che il denaro non è mai stato nella sua mente la molla ispiratrice del suo lavoro.


A cura di Cristina Carrillo de Albornoz , che ha lavorato al progetto per gli ultimi due anni, la mostra intende celebrare l’opera di Blahnik come una forma d’arte, mettendo in evidenza la creatività del designer, la visione e la sua artigianalità.Diviso in sei aree in base al leitmotiv e ispirazioni di Blahnik, la sede comprende la sezione “Gala”, mostrando gli stili più fantasiosi, come quelli ideati per Sofia Coppola nel film ‘Marie Antoinette’. 


Le altre sale si focalizzano sui materiali, l’arte, architettura e le molte influenze geografiche che Blahnik ha avuto durante il suo percorso di creazione.
Secondo il progettista, l’ispirazione è qualcosa che non è mai fuori ed è anche uno dei motivi per cui egli non potrà mai seguire le tendenze in corso: << Lascio farlo agli altri, io faccio solo quello che mi piace, io sono un po’ egoista >> ha detto durante una delle sue ultime interviste.


L’area “Nature”, a mio parere la più bella, mostra il pezzo preferito di Blahnik di tutta la selezione; chiamato “Ivy”, il sandalo in pelle scamosciata verde, ispirato ad un giardino botanico, è stato creato nel 1972 per la stilista Ossie Clark.

Blahnik ha inoltre dedicato la mostra ad un altro dei suoi più amati amici italiani: l’editore di Vogue Italia di lunga data, Franca Sozzani, morta lo scorso 22 dicembre.
<<Io l’amavo ed sapevo che era malato, ma non credevo sarebbe andata via così presto”, ha detto, rivelando che la Sozzani stessa gli aveva chiesto di mettere in scena la mostra prima possibile. <<Avrebbe dovuto essere qui oggi … .Questa è la sua mostra>>.


Guardando avanti, il progettista ha rivelato come la sua azienda seguirà un percorso più digitale, concentrandosi sulla piattaforma online, grazia all’influenza di sua nipote Kristina . Nel frattempo, egli continuerà a disegnare e lavorare ad altre collaborazioni, dopo il successo di quelle lanciate nel 2016 con Rihanna e di Demna Gvasalia Vetements , il cui stivale in denim “Boot del pescatore”, fa parte della collezione della mostra. 

Milano è solo la prima tappa della mostra itinerante, che si fermerà in altri luoghi importanti per il progettista. Questi includono il Museo di Stato dell’Hermitage di San Pietroburgo, in Russia, dove spesso cerca l’ispirazione; il Museo Kampa a Praga, Repubblica Ceca, che è la casa paterna della sua famiglia e il Museo Nacional de Artes Decorativas a Madrid, per onorare le radici spagnole del progettista. Come capolinea, lo spettacolo si terrà al museo scarpa BATA a Toronto nel 2018.


La mostra di Milano rimarrà aperta fino alla fine della #designweek, il 9 aprile.

San Valentino per ogni taglia: a ciascuno il suo…libro

Il primo mese dell’anno è andato e si sa, gennaio sta a buoni propositi quanto maggio sta a palestra (pre prova costume), ma quest’anno siete stati fortunati visto che vi ho risparmiato i miei di good proposals; quello che invece non vi risparmierò sarà la mia gift list alternativa (quanto l’uovo a colazione) per il prossimo Valentinesimo giorno dell’anno.

Lo so, questa è una gran bella novità, ma finalmente (starete pensando) gioco sull’altra sponda per cui niente Swot Analysis sulla zitellitudine cronica o consigli su quale misura angolare utilizzare per vomitare su ogni altrui ‘corrispondenza d’amorosi sensi’.

Ancora il cambio di stagione della mia vita non è ultimato ma diciamo che ordinate scarpe e borse esistenziali, gran parte del fardello è ritornato nel mio vaso di Pandora, e spero di non riaprirlo per lunghi secoli.

Detto ciò, basta con queste divertenti quanto malinconiche postille da tossingledipendente; è giunta l’ora di tediarvi e irritarvi con i miei consigli su who, what, when, where, why, il prossimo 14 febbraio.

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Ispirata da uno dei miei scrittori e compatrioti preferiti ecco la mia ‘a ciascuno il suo’ list…

buon  “idea💡shopping”  a tutti

Il TIFOSONOMANE:

Distruttore di calorie, fuoripist(ist)a o semplicemente con la testa nel pallone: se il vostro valentino è uno sportivo, ecco il libro perfetto per ogni guardalinee esistenziale:

The sports Gene, in cui David Epstein, tra curiosità e ricerche scientifiche, fa un excursus sui “favoriti dalla natura”: 352 pagine dei casi più eccezionali di performance atletiche rimaste nella storia dello sport.

Il VIAGGIATORE SERIALE:

Per viaggiare in prima classe devi viaggiare con il cuore, scriveva Silvana Stremiz; se il tuo lui ama andare altrove, con le gambe o con la mente, sarà felice se sotto il cuscino troverà questo:

Gli anelli di Saturno“, del mancato Nobel W.G. Sebald (a causa di un incidente stradale), in cui si narra di un viaggio in solitaria, fisico ma anche spirituale, nel Suffolk, una contea inglese, non metropolitana. Qui, gli incontri con interlocutori bizzarri, amici, oggetti sono la sabbia della clessidra della “naturale distruzione” che sillaba il cammino umano e i suoi  eventi naturali.

 

LUI ROBOT:

Libri, film, videogiochi: se stai con lo zio paperone del fumetto o con uno Jedi 2.0 all0ra non potrai fare a meno di regalare “I nerd salveranno il mondo“, un divertente quanto interessante saggio di Fulvio Gatti, sulla nascita e lo sviluppo del “movimento Nerd”e della sua età dell’Oro, gli anni Ottanta, in cui la sua rivincita era stata già ipotizzata in un vecchio film d’autore.

 

DALLA PADELLA AL CUORE:

Nell’era in cui “piatto ricco mi ci ficco” non è solo un modo di dire ma una vera filosofia di vita, tre stelle michelin vanno all’ultimo libro di Carlo Cracco, “Se vuoi fare il figo usa lo scalogno“, perfetto per ogni cuoco, di mestiere o per passione.

 

LA SUA BANDA SUONA IL ROCK:

Non esistono gusti quando si parla di musica (io lo so bene) ma solo voglia di far vibrare l’anima: dolci accordi o dissonanti frequenze, il ritmo del cuore accelererà sicuramente leggendo “Parliamo di Musica“, un viaggio all’interno delle interpretazioni musicali di Stefano Bollani, un musicista contemporaneo degno di nota!

 

UNA RISATA LO SEPPELLIRA’:

“Un giorno senza sorriso è un giorno perso” diceva Charlie Chaplin; se il tuo cuore matto batte forte ad ogni sua risata non c’è miglior libro di “Guida galattica per gli autostoppisti” capolavoro evergreen della letteratura umoristica e fantascientifica: un’ironica quanto appassionante collezione di storie nata da una fruttuosa serie creata dal famoso sceneggiatore Douglas Noel Adams e messa in onda dalla BBC.

 

Storie da portare con sé, viaggi di parole ed emozioni nero su bianco, colonne sonore senza tempo in formato A4: ecco cosa significa regalare un libro; sarebbe più semplice probabilmente scegliere un gioiello ma un diamante è per sempre sicuramente al dito, ma un libro lo è anche nel cuore

 

Un armadio rinnovato: il mio Pantone 2017 è color felicità 

-2 a Natale sul calendario e +2 gradi sul termometro; 2 giorni senza Franca e 2 mesi di assenza sul blog (scusate ma in ospedale non c è la connessione Wi-Fi)
Ultimi regali da comprare, alberi di pasta frolla da decorare, mille amici da salutare e una valigia piena di regali ed emozione da portare a casa.
È stato un anno complicato, il più complicato della mia vita ma probabilmente il migliore: l’anno della rinascita.

Dopo tanta distruzione, i miei problemi di salute che non regrediscono e delusioni di vario genere, ho deciso di tornare a combattere, perché i veri gladiatori continuano anche dopo mille ferite mortali.

E così…ho riempito gli armadi con colori e sentimenti nuovi, mai indossati;  

ho viaggiato tanto, per luoghi che mi hanno trasformata, emozionata, rinnovata; ho conosciuto nuovi occhi, nuove mani, nuovi sorrisi e nel girotondo d’anime della mia vita ne ho trovata una speciale…quella gemella; le mie parole sono andate sul grande schermo e poi anch’io, in carne ed ossa in 45 pollici; sono stata nelle aziende più importanti al mondo ed ho realizzato i miei sogni.

Le mie imperfezioni sono diventate la mia forza, così come le mie cicatrici.
Per la prima volta nella vita non mi sento sconfitta ma vincente e l’unica cosa che desidero per il nuovo anno è continuare a sentirmi così: felice ❤️
Ringrazio tutti i miei lettori, per essermi vicini ‘in salute ed in malattia, nella gioia e nel dolore’ e soprattutto per continuare a vedere nelle mie parole un motivo per non smettere di crederci…mai!
Buon (ri)nascita a tutti e non lasciatevi intimidire dal 17… solo in America porta sfortuna 😉

Un abbraccio
La vostra blogger aliena 🙆🏼


-Fendi coat

-Pollini hat and shoes

-Chanel make-up 

@duomomilano

Le Gagà Milano: un arcobaleno di lusso ed eleganza targato Made in Italy

”Ogni nuovo mattino uscirò per le strade cercando i colori”: è quello che pensano tutti i giorni Marco Marelli e Andrea Berti, fondatori di Le Gagà Milano, brand d’accessori d’eccellenza.


Le loro creazioni sono il simbolo della ricchezza e dell’artigianalità del Made in Italy oltre che di uno stile eccentrico ma sempre raffinato.


Tra Art Nouveau e Impressionismo, gli accessori Le Gagà sono vere opere d’arte da indossare; non stupisce che i loro creatori abbiano scelto il tessuto che ha conquistato il mondo per il suo fascino e la sua eleganza, utilizzato anche da Audrey Hepburn come menù per le sue prime nozze, la seta, tessuto pregiato che in un gioco di colori e dettagli, rende queste creazioni uniche. 


Tecniche avanguardistiche di realizzazione, esperienza e maestria di ideazione, packaging accurato: tanti i punti di forza di questi accessori che si ispirano alle particolarità cromatiche e figurative attribuite a culture e tradizioni dello stivale più famoso della storia: l’Italia.

In vista della stagione fredda e delle giornate a tinta unita, vi mostro la mia interpretazione di queste creazioni adatte ad ogni occasione e perfette per chi vuole colorare il proprio armadio e la propria vita…

Darphin Lumière Essentielle: la luce della bellezza 

“Avevo dimenticato quanta luce c’è nel mondo, fino a quando non me l’hai donata”: mi è venuta in mente questa frase di Ursula Le Guin stamattina, quando ho provato la nuova linea di Darphin Lumière Essentielle
ll moderno stile di vita può risultare estremamente stressante a volte. 
Per combatterlo, i nostri antenati hanno imparato ad ascoltare la natura, utilizzando piante e minerali come rimedio. Questa conoscenza è arrivata fino ai giorni nostri e la nuova gamma di Darphin ne è il risultato.

Composta da due prodotti, Siero Olio Illuminante Crema-Gel Olio Illuminante, è stata ideata per illuminare e idratare le pelli opache in vista della nuova stagione.


Entrambi contengono una miscela di 7 oli essenziali selezionati per i benefici che hanno sulla pelle:

il Mandarino, lenitivo e rilassante, secondo la medicina tradizionale cinese regolarizza il flusso del qi, un termine che indica la “forza vitale”. 

I Fiori d’Arancio donano una nota agrumata e un’esplosione di solarità. 

Amato dalla regina Maria Antonietta e da Napoleone Bonaparte che lo usavano ogni giorno come profumo e dopobarba, il Neroli favorisce la rigenerazione cellulare e attenua rughe e cicatrici dovute all’acne.

Una nota di cuore tra i profumi del giardino dove è lei la regina, la Rosa: il suo olio è tra i più preziosi in natura, svolgendo un’azione equilibrante e rinnovatrice ; contiene inoltre vitamina E con azione antiossidante e retinolo, una forma attiva di vitamina A.

Dal grande albero tropicale dell’ Ylang Ylang ha vita un olio particolarmente utilizzato in cosmesi per la sua forza di contrasto sulla pelle secca e poco idratata.

Infine il Legno di Cedro, astringente e coadiuvante e lo Zenzero, speziato e molto utilizzato dalla medicina cinese, secondo la quale l’autunno sarebbe la stagione più propizia per sfruttare le proprietà riscaldanti, rende la pelle più radiosa ed elastica.
Dall’unione di questi componenti e di un siero a base di estratto marino, acido ialuronico, acetil glucosamina e vitamina E, nasce l’elisir della giovinezza di Darphin: un percorso aromaterapico tascabile, frutto di una tecnologia innovativa, che aiuta la pelle a ritrovare la sua naturale bellezza.

Come cashemere sulla pelle, il Siero Olio Illuminante è frutto di una tecnologia innovativa che con i suoi oli e oltre 7000 perle microincapsulate, ricrea la forza vitale della natura.

La leggerezza di una crema e il comfort di un olio: ecco la magia della Crema-Gel in Olio che ravviva la luminosità della pelle, ripristina la sua idratazione e protegge la barriera cutanea. Applicata mattina e sera, è la perfetta beauty routine per chi vuole uscire dal tunnel grigio dell’inverno e avere una pelle levigata e splendente.
E’ tempo di rifiorire. Non cadere dall’albero anche tu: questo autunno accendi la tua pelle e risveglia la sua bellezza, con Darphin Lumiere Essentielle.
Lumière Essentielle è disponibile in esclusiva presso farmacie concessionarie, dove le consulenti di bellezza Darphin vi aspettano per farvi provare la nuova linea durante le Giornate Darphin. Il calendario è disponibile nella sezione “Dove trovarci” sul sito www.darphin.it.  Selezionando la vostra città troverete tutte le indicazioni per prenotarvi e potrete così usufruire di un fantastico trattamento viso su misura per voi.