U Sathorn Bangkok, un hotel gioiello nella città degli angeli

Come ben sapete, amo girare il mondo alla scoperta di luoghi inesplorati e di posti non ancora “popolari”; così, anche durante il mio soggiorno a Bangkok ho deciso di provare questo giovane luxury hotel, il U Sathorn Bangkok, scegliendo di stare in una posizione strategica che mi permettesse di arrivare facilmente nei must placesdella città.

Qui potrete raggiungere facilmente ed in breve tempo tutte le principali attrazioni turistiche di Bangkok, oltre a vivere un’esperienza di viaggio molto speciale.

L’hotel offre alloggi di lusso; mescolando il patrimonio locale e di design con servizi e ambienti modern.

Gli ospiti sono incoraggiati ad immergersi e vivere la cultura e l’eredità della città, creando un’esperienza memorabile e unica.

Cosa rende speciale l’hotel U Sathorn:

– Colazione “whenever wherever”, a prescindere dall’orario della giornata, viene servita ovunque: in camera, in piscina o nei ristoranti dell’hotel.

– 24 ore di utilizzo della camera: non importa quando si effettua il check-in e si può scegliere qualsiasi orario per il check-out

– Connessione internet Wi-Fi in tutto l’hotel

– Grazie al Programma U si può selezionare tipologia cuscino, profumazioni dei saponi e gusti del tè prima dell’arrivo

– Selezione musicale per iPod in camera con altoparlanti o sistema di intrattenimento in camera

– Palestra h24 gratuita

– Infinity pool

– Biblioteca a disposizione

Vantaggi della prenotazione direttamente sul sito U Sathorn:

– Nessun costo di prenotazione / cancellazione flessibile

– Registrazione automatica in Ur Card, programma di riconoscimento (con sconti e benefits)

–  Drink di benvenuto per la prima notte, dal mini bar

Mi è stata riservata una delle nuove camere, con vista Infinity Pool: la Terrace Garden View.

Questa bellissima stanza, confortevole ed elegante, appena entrata all’interno della famiglia U Sathorn, è una delle più belle dell’hotel:

– molto spaziosa  (32 – 34 mq)

– con terrazzo vista giardino/piscina, situate al piano terra con viste pittoresche del bellissimo cortile, perfettamente collegate da un accesso diretto alla piscina.

– ogni stanza di questa tipologia è dotata di set da bagno firmato BVLGARI, create esclusivamente per U Sathorn Bangkok per donare ai propri ospiti una vera esperienza di lusso.

– Happy Hour “whenever wherever,” cocktail di benvenuto in omaggio, bevande gratuite per il minibar, biscotti tailandesi e un tenerissimo souvenir solidale per la popolazione locale.

– ogni camera è dotata di una grande cabina doccia, a pioggia

– aria condizionata regolabile autonomamente

– impianto di intrattenimento in camera, TV LCD con canali internazionali

– connessione ad alta velocità wi-fi

– telefono IDD

– accappatoio di lusso e pantofole

– set per la preparazione di tè e caffè,

– asciugacapelli

– cassaforte elettronica.

Un luogo che ho amato tantissimo all’interno di questa struttura è la Library ed è lì che durante il mio soggiorno ho provato il loro meraviglioso afternoon tea.

Come un tesoro prezioso (concordo vista la bontà), i dolci sono serviti in uno scrigno di legno: la produzione è homemade, dalle madelaine ai macarons, tutto eccellente.

Sandwich al salmone, spring rolls, pane dolce, frutta e prelibatezze di ogni genere: dal dolce al salato, l’afternoon tea del USathornBangkok è un’esperienza sensoriale da provare assolutamente!

Qualità e servizio d’eccellenza, se state cercando un posto veramente incredibile dove soggiornare durante la vostra vacanza a Bangkok, vi consiglio di provare questo bellissimo hotel.

Ecco il racconto fotografico dell’esperienza…

Oxidiana: il vulcano di gusto più esplosivo di Catania

Arte. Per me è un’espressione di emozione e un senso di sentimento a cui le parole non possono corrispondere.

È anche uno dei pochi termini che vive la propria definizione. Ma che cosa è l’arte?

È ciò che vuoi che sia… e alcune settimane fa, ho deciso che era un ristorante di sushi in una delle strade principali della provincia più bella della Sicilia, Catania.

No, non sono fuori tema: mentre guardavo i meravigliosi ambienti dell’Oxidiana – la pioggia di cristalli sul sushi bar,  le foto ed i quadri sui muri ed il bellissimo acquario con pesci orientali accanto ai tavoli – mi sembrava di cenare all’interno di un’installazione d’arte.

Del resto, penso sia la mission di Barbara, la proprietaria del locale, figlia della bravissima fotografa Rossella Pezzino de Geronimo, fondatrice del locale nonchè la prima a portare la cultura del cibo Giapponese a Catania nel lontano 2001.

<< Tutto è nato sfogliando un libro sulle pietre ed i minerali – racconta Barbara – cercando un nome che non fosse etnico e l’occhio mi è caduto su questa pietra tipica dell’Etna, l’Ossidiana e sul parallelismo tra il nostro vulcano ed il monte Fuji, ed ho pensato di aggiungere una X per renderlo un po’ più esotico >>.

Ho viaggiato tanto in questi ultimi anni ed essendo il sushi il mio must-have di vita ne ho provati milioni in giro per il globo, ma mai avrei pensato di trovare uno dei più buoni (per me al mondo) nella città dove sono nata e cresciuta.

Dai tradizionali piatti della cultura nipponica fino alle specialità rivisitate con i prodotti tipici della città: gunkan di ricci, sashimi di aragosta, l’Okonomiyaki, Shabu shabu e il Sukiyaki.

Un menù vario, ricco di piatti colorati ed eclettici che garantiscono un’esplosione di gusto potente quanto un’eruzione dell’Etna, il vulcano attivo su cui sorge la città.

Ad accompagnare le prelibatezze dell’Oxidiana, una vasta scelta di sakè, tea e vini, oltre 300 etichette di vini italiani ed esteri, con un focus speciale sulle cantine dell’Etna e sui riesling.

La cosa che più mi ha colpita, oltre l’atmosfera zen-like e i magici accostamenti di sapore, è la bravura degli chef TakeHiro che scelgono solo materie prime d’eccellenza per i loro piatti: tutti al mio tavolo sono stati d’accordo sul fatto di non aver mai mangiato del pesce così fresco e così bene preparato.

Da provare assolutamente anche i buonissimi e scenografici cocktail, creati con cura e professionalità dallo staff dell’america bar dell’Oxidiana; il mio preferito è il mojito ai frutti rossi: fantastico!

Se andate nella mia amata Catania ed oltre ad arancini e granite, volete provare il pesce più buono della città, vi consiglio di andare in questo angolo di paradiso culinario…io di sicuro tornerò mooooolto presto.

Best in Bangkok: RANG MAHAL restaurant

Lo ammetto.
Cucina indiana sta a Tailandia come cucina italiana sta a Spagna; sono una di quelle puriste che non riesce a mangiare la pizza se non al sud (in particolare nella mia Sicilia) e a Milano la mia dieta è a base di sushi e polenta, ma dopo 20 giorni di Massaman curry e Papaya Salad ho deciso di trasformarmi in una turista ignorante e andare in un posto con tradizioni culinarie differenti rispetto al paese in cui mi trovavo.
Buona notizia: niente pizza. Per stavolta direi che possiamo posticipare il linciaggio.
Il ristorante di cui sto per raccontarvi è indiano…e che indiano!
Che io ami la cucina orientale è ben visibile dalla mia galleria di instagram, una via crucis di sushi e spezie arcobaleno (se non sei ancora un mio follower e vuoi sopravvivere alla mia ira funesta ecco il link https://www.instagram.com/marieloupesce/).
Per questo motivo ho deciso di accettare l’invito di un bellissimo ristorante indiano di Bangkok che considero uno dei migliori ristoranti indiani non solo in città ma in tutto il mondo, il Rang Mahal.
Situato all’ultimo piano dell’Hotel Rembrandt, il ristorante ha una location invidiabile in quanto offre una meravigliosa vista su Bangkok.
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Quando si entra si ha davvero l’impressione di essere in un locale di Nuova Dehli, grazie agli arredi tipici della cultura indiana,  molto eleganti e raffinati.
Continuità di stile tra le tre sale, in una delle quali i tavoli sono collecati accanto a delle grandi vetrate panoramiche che permettono di gustare la propria cena accompagnati da una vista spettacolare sulla città: incredibilmente romantico.
Il ristorante dispone di un gruppo musicale indiano che suona in maniera discreta una dolcissima musica orientale; inoltre su ogni tavolo si trova un foglietto che invita gli ospiti a richiedere la propria favorite song, un’iniziativa davvero carina (il mio semisposo ha chiesto la nostra canzone e, tra un gambero al curry e un samosa, ho svuotato i miei sacchi lacrimali XD ).
Il cuoco ci ha accolti calorosamente, creando un menù su misura per noi e soprattutto per me, la donna più “intollerante” del mondo (ho provato tutti i lori piatti vegetariani e di pesce, quelli di carne ve li racconterò attraverso le descrizioni sensoriali di Ste).
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Ecco i piatti che abbiamo degustato:
Tandoori Jheenga (Prawns) : gamberoni marinati in spezie esotiche indiane, cotti su forno a carbone, rendendoli morbidissi.
La cottura era perfetta. Giusto equilibrio di sapori, senza eccessi di spezie. Ottimi.
Voto 9/10
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Murgh Tikka Masala : pollo alla griglia cucinato nel forno Tandoor, tipico indiano, poi combinato con cipolle, pomodori e spezie intere.
“Amore, pensa al pollo più buono che hai mangiato, moltiplica per quattro ed eleva al cubo” cit. Stefano.
Penso basti come descrizione, no? 😀
Voto 9/10
Raan – E – Khyber : fusi di agnello, marinato in rum, erbe e spezie esotiche, arrostito sul forno a legna.
Un gusto deciso, speziato ma allo stesso tempo delicato; croccante grazie alla cottura sul forno a legna, ricco di profumi d’oriente e sfumature di sapore donate dall’ottima marinatura. Straordinario.
9.5/10
Palak Matter : crema di spinaci con piselli. Si sposa benissimo con il riso jasmine ma da solo è davvero incredibile; uno dei miei piatti preferiti.
9.5/10
Dal Maa Rang Mahal : lenticchie nere cucinate con Assafetida, aglio e pomodori, cotti durante la notte su un fuoco a carbone, arricchiti con burro e crema.
Il ricordo più bello (e buono) che ho. Un’armonia di sapori mai provata. Ne ho preso più di quattro piatti. Vi consiglio di provarlo, assolutamente.
Voto 10/10
Jeela Pulao : riso basmati insaporito con cumino
Voto 9/10
Garlic Naan : pane indiano
Voto 9.5/10
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Paneer Tikka : cubetti di formaggio fresco grigliato ed insaporito con spezie indiane.
Lo chef ci ha raccontato che è un formaggio che loro preparano partendo da un latte biologico che fanno arrivare apposta per il ristorante. Filtrato e lavorato, si trasforma in questo incredibile formaggio (tra la feta e il primo sale), ben compatto ma tenerissimo.
Le spezie lo insaporiscono e gli donano un profumo buonissimo. Infine viene grigliato e diventa arte da assaporare. E’ diventato il mio piatto orientale preferito.
Voto 10/10
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Le porzioni di ogni piatto sono abbondanti ed il servizio è perfetto. Cura della clientela, cibo stupefacente e posto da favola. Tornerei a Bangkok anche solo per una sera, pur di tornare in questo paradiso.
Meriterebbe una stella Michelin!
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Musica aromatica: un viaggio nelle note profumate di LE JARDIN RETROUVE

La mia passione per i fiori e il loro profumo è ormai nota.
Amo esplorare questo mondo e ricercarne nuove contaminazioni nell’arte e nella moda.
Francese di nome ma non di fatto, in uno dei miei viaggi a Parigi ho scoperto un brand di nicchia e non commerciale (come quelli che amo io) che mi ha colpita molto e di cui voglio raccontarvi: Le Jardin Retrouvè.
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Penso che oltre ad essere la città più romantica del mondo sia anche la patria dei profumi, quelli de “La vie en rose”, che ti evocano un’epifania dopo l’altra, che ti emozionano, ti ispirano, ti cambiano…dentro e fuori.

La prima volta che ho visto questo marchio mi è venuto in mente l’omonimo libro di Wilfrid Mellers che racconta sette tappe nella storia della musica europea attraverso quella di Federic Mompou, musicista spagnolo del Novecento.

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Il giardino riconquistato di cui parla Mellers è molto simile a quello che ha ispirato il

fondatore del brand, morto nel 2005. Il marchio è rimasto nel cassetto fino a quando il figlio di Yuri Michel e sua moglie, Clara, hanno dato nuova vita alla casa di profumi parigini nel 2016.

La coppia è stata così determinata nel suo lavoro che ha persino venduto la propria casa per finanziare il progetto.

Le Jardin Retrouvé consisteva inizialmente in qualche decina di fragranze. Michel e Clara hanno scelto sette dei profumi di Yuri per il rilancio del brand. Fedele alle formule originali, Le Jardin Retrouvé è un’esplorazione poetica di profumi dei giardini di tutto il mondo.

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Alcuni dei giardini sono ben noti, come i giardini di Boboli di Firenze, in Citron Boboli e Tubéreuse Trianon, che fa riferimento ai giardini reali di Versailles. 

Oggi vi racconto le 7 fragranze della collezione odierna attraverso non l’olfatto ma l’udito.

Proprio come il giardino ritrovato di Federic Mompou, il mio sarà un viaggio metaforico nella musica rievocata da questi profumi, in un susseguersi di ricordi e sensazioni.

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Citron Boboli Eau de Parfum Sample

Una passeggiata in una giornata estiva in Sicilia, tra i limoneti di Femminello vicini al mare di Siracusa. Il verde ed il giallo si fondono armoniosamente e risplendono grazie ai caldi raggi del sole, sprigionandone ogni sfumatura. Frizzante e ammaliante odore della terra di Capitan Bado in cui brillano i chicchi di grano. Il pungente pepe nero si sposa  con le tonalità legnose del Galbanum abbracciando la dolcezza delle note d’arancio brasiliano. E’ il Can Can di profumi di Offenbach, tra arie e cori d’armonici contrasti e fugaci sonorità.

Composizione: agrumi piccanti tra cui limone italiano, grano petrolifero del Paraguay, arancia brasiliana, pepe nero, Galbanum

Verveine d’Été Eau de Parfum Sample

Le calde essere di un campo di vetiver che avvolgono la morbidezza dell’Oakmoss. Arriva la tenacia dell’eucalipto che danza sotto la pioggia con la purezza del basilico in un progredire di sfuggenti e vivaci passi di bergamotto e limone. E’ una tempesta sonora di profumate essenze di un’Estate vivaldiana che profuma di note ribattute di calma e tempesta improvvisa.

Composizione: basilico egiziano, limone e bergamotto italiano, eucalipto cinese, vetiver di Haiti, Oakmoss

Tubéreuse Trianon Eau de Parfum Sample

Il segreto della longevità è tutto qui: il dominante tubero indiano si riposa in un affascinante giardino di gelsomini che corteggiano e ammaliano l’esotico “fiore di tutti i fiori”  dai lunghi gialli petali ricurvi, che rubano un bacio profumato al sapore di lampone. E’ la calma apparente di un tenero valzer chopiniano, languido e sonoro, come la sua opera 64 n°2, sospesa melanconia di avvolgenti sensazioni e rapidi sussurri di vento.

Composizione: tubero indiano, gelsomino e ylang-ylang e tracce di lampone.

Rose Trocadéro Eau de Parfum Sample

Un bouquet di maggio annunciato da violini di muschio che sconfigge la tristezza dell’inverno con le sue note innocenti e persistenti. Chiodi di garofano accarezzano una rosa bulgara che tiene in grembo un ribes nero, lo culla e ne anestetizza la mestizia, risvegliandone il cuore. “Rosa, oceano e sole”, è l’arpeggio di profumi di Schumann, ritmo sincopato di pathos d’amore.

Composizione: Assoluta di Rosa bulgara, ribes nero, chiodi di garofano, muschio

Sandalwood Sacré Eau de Parfum Sample

In un tempo indiano il sandalo si raccoglie in una preghiera aromatica che accoglie e coinvolge quella profonda e carismatica del patchouli. Si unisce un ramo di quercia, evocando la sensualità della natura che seduce il grano e lo fa germogliare con la sua mistica eleganza al profumo di coriandolo e oriente. Risuonano le note sacre di Mian Tansen, fuoco ardente che scalda anima e cuore.

Composizione: olio di sandalo indiano, patchouli indonesiano, muschio di quercia, grano del Paraguay, Coriandolo

Cuir de Russie Eau de Parfum Sample

In un bosco si nasconde un mazzo di viole, timido ma lussureggiante che crea sonorità fresche e acquose che calmano la contesa tra il prepotente patchouli e la cannella piccante. L’ylang ylang risveglia l’addormentato ginepro con la sua danza floreale ricca di sfaccettature narcotiche e armonica dolcezza.Sono i passi di Nijinsky sulle note di Stravinskij in Le Sacre du printemps, in un’orchestra di profumi e colori sonori.

Composizione: ylang ylang, violetta francese, patchouli, cannella, legno di ginepro e styrax spagnolo

Eau des Delices Eau Fraîche Sample

In una notte di primavera, una quercia ribelle fugge in un campo di esile lavanda e grano generoso.I limoni la scoprono e richiamano con la loro voce profumata i mandarini e i bergamotti che accorrono curiosi. Saltano, corrono, volano nel vento e si posano sulla quercia: rinascita. E’ un crescendo di fragranze armoniche che riecheggiano nelle note del tenero Sogno d’amore di Liszt.

Composizione: acqua dolce di limone italiano, mandarino, bergamotto, grano del Paraguay, muschio di quercia e lavanda

 

#thebestis : mi sono follemente innamorata di Rosa Trocadero; mi ricorda il mio decimo compleanno, quando la mia mamma mi preparò una torta romanticissima con petali di rose che riempiva di profumo di limone e arancio il nostro giardino di maggio fiorito: è il mio profumo.

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Ringraziamenti:

Le immagini sono state scattate nella suite dell’hotel Usathorn di Bangkok

L’outfit è firmato Givenchy e Manolo Blahnik

Cabin Zero mode on: uno zaino a prova d’avventura

Erano gli anni ’90 quando insieme a zeppe, jeans strappati e pettinature alla Beverly Hills, la borsa che più andava di moda era quella da indossare sulle spalle.

Oggi la moda dello zaino sta prendendo sempre più piede, soprattutto tra i viaggiatori. Alternativa funzionale, ma oggi anche estetica, alla classica valigia, questo modo di viaggiare è diventato un trend.

Simbolo dell’Hippie Trail dall’Europa all’Asia già alla fine degli anni ’80, lo zaino del Backpacker è diventato un compagno vero e proprio, parte integrante della propria esperienza di viaggio.

Nonostante la mia sindrome di wanderlust che mi spinge a viaggiare per il mondo senza sosta, con le gambe e con il cuore, ammetto di non essere incline al backpacking.

Quest’anno, consapevole che la mia quotidianità non è l’unica prospettiva da cui vedere le cose, ho deciso di riconsiderare me stessa ed il mio modo di viaggiare partendo dai bagagli e accettando la proposta di Cabin Zero per iniziare una nuova avventura di vita, opportunità perfetta per scoprire questo mondo.

Uno zaino tiffany sulle spalle pieno di voglia di avventure esotiche e via: destinazione Tailandia.

Oggi vi racconto come questo zaino abbia cambiato la mia esperienza di viaggio…migliorandola.

Per il mio viaggio ho scelto il modello

Classic 44L – Ultra light Cabin Bag – Lipe Blue.

Classic 44L

• Volume: 44L

• Peso:  760 grammi (approx.)

• Dimensioni: 55 x 40 x 20 cm

• Composizione esterna: waterproof polyester

• Composizione interna: polyester

• Prezzo: €66.00

È ultra leggero, approvato dalle compagnie aeree come bagaglio a mano e ha un’etichetta di tracciamento che vi racconterò più avanti: tre caratteristiche che ogni viaggiatore ricerca.

Adoro sia il suo design che la sua struttura.
Parola d’ordine “no stress”: il flap frontale si apre quasi interamente e ciò facilita
l’inserimento del contenuto, evitando di intraprendere un incontro di pugilato con il bagaglio.

Realizzato con un materiale impermeabile e molto resistente, è dotato di spallacci rinforzati, schienale anatomico, una fodera per proteggere le cerniere chiuse, una tasca interna a prova di blogger che come me non possono fare a meno del loro portatile e fibbie laterali sganciabili utili a fissare lo zaino e ciò che contiene, evitando sbilanciamenti vari.

Una caratteristica che contraddistingue Cabin Zero dagli altri backpack in commercio è la sua rintracciabilità, come accennato.

Il sistema di tracciamento di ogni zaino consiste in un’etichetta metallica con un codice unico che può essere registrato online.
Se la borsa viene persa e qualcuno inserisce le credenziali o contatta Cabinzero, è possibile risalire al suo proprietario attraverso il suo codice identificativo.

Lo zaino è inoltre corredato di garanzia di 10 anni (aggiornabile gratuitamente a 25
se si clicca like sulla pagina facebook di Cabin Zero).

L’ho già detto, ma una delle caratteristiche principali che vale la pena ricordare
è che la borsa è impermeabile. Niente ombrelli ingombranti o rivestimenti multipli da pioggia che trasformano in un ibrido tra il gobbo di Notre Dame e Shrek: sono rimasta basita quando la prima volta l’ho messo in lavatrice per lavarlo e dopo averlo tirato fuori era totalmente asciutto!
Ho dovuto lavarlo a mano immergendolo in una vasca piena d’acqua per riuscire a togliere lo sporco accumulato durante il viaggio (tra l’altro si è asciugato in meno di una notte, incredibile).

È disponibile in 22 diversi colori e modelli, per tutti i gusti ed esigenze.
Per saperne di più, basta andare sul sito https://www.cabinzero.com.
Usa il mio codice promozionale per i tuoi acquisti: CZMOONLIGHT

Buon viaggio!

”A settembre ricomincio”: come riparare i capelli danneggiati dall’estate

Sale, sole e siliconi: ecco le tre “S” che possono danneggiare i capelli, soprattutto d’estate.

Per ripristinare la salute dei capelli, c’è bisogno di prodotti che proteggano il colore da sole, vento, cloro, acqua salata e aria condizionata che rendono i capelli spenti, secchi, fragili e sbiaditi.

Per lungo tempo ero una di quelle che si fidavano solo dei prodotti comprati in farmacia per la cura dei capelli; poi ho deciso di allargare i miei orizzonti e di provare qualcosa di nuovo. Per questo ho deciso di testare vari prodotti e brand sul mercato e tra i molti ho trovato davvero efficaci quelli del marchio parigino Jean Claude Biguine.

Oggi vi racconto come la sua linea di Hair BB Cream ha letteralmente trasformato i miei capelli, soprattutto quest’estate: sono prodotti basati sulla provitamin B5 che si prende cura dei capelli e li ripara in profondità.

Per proteggere il mio biondo ho provato lo shampoo BB Cream Protecteur – Stabilise la couleur.

A base di provitamina B5, questo prodotto, per capelli esigenti, protegge, ripara e rafforza la fibra capillare che appare più lucente e voluminosa, morbidi e setosi al tatto.

A settembre si riparano i danni delle vacanze: chili di troppo, scottature solari e sì, capelli spezzati.

Per riparare i capelli danneggiati dalla bella stagione ho scelto la BB Cream Masque Reparateur, con provitamine B5 e B3.

Questa maschera di cura intensiva è ricca di burro di karitè che ripara i capelli secchi e danneggiati nutrendoli fin dalla prima applicazione.

Applicata dopo lo shampoo sui capelli ben strizzati e lasciati in posa per alcuni minuti per poi essere risciacquati, leviga e ripristina i capelli dalla radice alle punte.

Fin dal primo utilizzo ho notato la differenza e adesso i capelli sono visibilmente trasformati.

Follemente innamorata di questi prodotti: hanno fragranze deliziose, texture piacevoli e il rendering è perfetto!

Da provare assolutamente!

Suggestioni d’autore:

vi consiglio di risciacquare sempre con acqua fredda i vostri capelli alla fine del lavaggio; questo permetterà ai pori del cuoio capelluto  e la cuticola di chiudersi, impedendo al calore di aprire le squame del capelli e creare l’antiestetico effetto crespo.

A contatto con l’acqua fredda le squame si chiudono, trattenendo nel capello tutti gli agenti idratanti del conditioner e della maschera.

Non è necessario fare l’intero lavaggio con acqua fredda, basta usarla per l’ultimo risciacquo.

È per lo stesso motivo che molti hair stylist finiscono la messa in piega con un getto di aria fredda.

”Ma cosa ci metti?”: l’arte di fare le valigie

Nel corso degli anni, è cambiato molto quello che metto nella mia valigia prima di un viaggio. La principale ragione di questo cambiamento ha a che fare con il fatto che ora porto materiali, prodotti e aggeggi vari legati al blog, ed è per questo che ho imparato la magica arte dell'imballaggio!
Del resto, ho avuto una grande maestra, la mia mamma, capace di confezionare e spedire persino una granita siciliana (ahah scherzo…ma non troppo).

Ritornando a noi…
è agosto, tempo di partenze, per cui ho deciso di condividere con voi tutti i trucchi deIla valigia perfetta.
Odio spedire in stiva le valigie (quasi quanto le infradito con le calze) motivo per cui tendo a "sintetizzare" il mio travel set in un bagaglio a mano.
Ho fatto dei viaggi lunghi mesi e tutto quello di cui avevo bisogno era dentro una 55×40.
Incredibile ma… vero!
In realtà, il segreto è uno: prendere il meno possibile!

Con il tempo ho capito che bisogna mettere in valigia solo gli elementi essenziali;
tuttavia, i piani possono cambiare, e se ciò succede c'è sempre una soluzione: ho imparato a comprare sul luogo ciò che mi serviva "improvvisamente" ed esclusivamente durante il viaggio.
Del resto, non è difficile trovare medicine, abiti o ombrelli all'estero.

Ma la lunga risposta a quello "cosa ci metto?", beh eccola qui:

ABITI
1 vestito elegante per una cena a lume di candela (si spera)
1 paio di jeans o pantaloni (per un safari o un giro nella giungla – in alcuni posti sono espressamente richiesti i pantaloni lunghi per cultura e rispetto delle tradizioni del luogo)
1 paio di pantaloncini
1 costume da bagno
3 t-shirt
1 maglietta a manica lunga
1 paio di flip-flop
1 paio di scarpe da ginnastica
5 paia di calze
1 paio di scarpe eleganti (non tutti i posti sono sneaker-friendly)
1 asciugamano

TOILETRIES
1 spazzolino da denti
1 dentifricio
1 piccolo di shampoo  (affinate l'arte di riesumare i campioncini regalo in profumeria/erboristeria)
2 piccoli gel doccia (finalmente svuoterò i mille cassetti pieni di mini bagnoschiuma regalati da amici poco fantasiosi per le feste – vi voglio bene 🙈)
1 Pettine
1 Deodorante

KIT PICCOLO CHIRURGO
Cerotti
Crema idrocortisone
Crema antibatterica
Tappi per le orecchie (se ti porti dietro un fidanzato musicista o con una cattiva digestione)
Antibiotici
Disinfettante per le mani
Aciclovir (se come me anche tu collezioni Herpes da stress da viaggiatore)

GEAR (per shooting, blogging, video, etc.)
Il computer portatile
GoPro
Iphone
Treppiedi
Cuffie
Hard disk
Adattatore di corrente universale

VARIE
Una chiave con una combinazione di blocco (tutti la dovrebbero avere!)
Borsa waterproof
Buste di plastica

Special suggest: consiglio di acquistare un piccolo zaino in modo da non essere tentati di sovraccaricarsi.
Io amo riempire lo spazio vuoto (metafore di vita e non), quindi se ho una borsa grande, mi trasformo in una meno amabile versione di Ih-Oh (Eeyore), motivo per cui, ho deciso da qualche anno che non volevo diventare un ibrido tra il gobbo di Notre Dame e Maurizio Costanzo, l'unico grande bagaglio da portarsi dietro è quello culturale (moralismo alè).

Sono sicura che molti di voi che leggeranno questo post, oltre a pensare (come di consueto) che sia io la tipa che fuma cannella citata da Ghali in Happy Days, si chiederanno "ma che dire di X?" o "davvero non c'è bisogno di Y?".
Beh, se questo funziona per me, sicuramente funzionerà per chiunque.

In realtà, non esiste mai un vero elenco definitivo. Ognuno ha esigenze diverse.
Sicuramente questa lista si adatta alle mie e non potrebbe non corrispondere alle tue.

Per questo, si può sempre decidere di personalizzarla secondo le proprie necessità, per una perfetta e travel experience #nostress!

Per questo, ho scritto questo post non perché penso esista un unico e perfetto travel essential set ma per rispondere a una domanda ricorrente su ciò che scelgo di portare con me durante i miei viaggi.
Non ne parlavo da qualche anno sul blog e spesso mi è stato chiesto "Cosa devo fare quando parto?"

Ecco, questa è la mia linea guida e adatta alla mia travel quote guida "voglio una vita spericolata, ma organizzata".

Ma il vero punto che vorrei sottolineare è che in realtà non abbiamo bisogno di molto quando viaggiamo.
Prima di partire, scrivi un elenco di ciò che pensi ti occorrerà e poi… tagliane la metà.

Non hai mai davvero bisogno di tanto quanto pensi.
Amen.

😎

Thanks to @calzedonia and @amazonprime

Da naso al cuore: l’arte in goccia di O’Driù

Se si seguisse la traccia olfattiva di profumo lungo la linea del tempo, si scoprirebbe che è parallela all’evoluzione del genere umano. Il nostro senso dell’olfatto è primordiale e il suo passaggio da istinto di sopravvivenza al gusto personale è ciò che ha elevato il profumo in una forma d’arte ben realizzata.

Quando si mescolano dei profumi insieme, che è quello che fanno profumieri, le cose possono diventare molto imprevedibili, motivo per cui la profumeria risulta così empirica e artistica. 

Si può prevedere ciò che si otterrà mescolando due colori, ma non si può prevedere cosa accadrà mixando due odori: è quello che ci insegnano i racconti di naso di Angelo Orazio Pregoni, perfume maker che ha fatto della sua condizione di outsider assoluto un vero punto di forza. 


Creatore di O’DRIÙ Alchemic Perfumery, il nuovo Store di profumeria artistica nato a Milano, al 41 di via Molino delle Armi, ha lasciato un’impronta unica e inconfondibile nella profumeria, grazie alla sua creatività irriverente e iconoclasta. Molto più di un semplice negozio lo Store O’DRIÙ è l’unico al mondo in cui il perfume maker, autore di tutti i profumi, è presente per incontrare non solo chi è alla ricerca di fragranze realmente originali e accompagnarlo alla scoperta delle sue creazioni olfattive, ma anche per confrontarsi, scambiare idee e far nascere progetti assieme ad altri creativi e influencer – fashion creator, designer, artisti, trendsetter del lusso.


Il suo approccio fuori dagli schemi ha attirato l’attenzione dei creativi di tutto il mondo, conquistati dalla capacità visionaria del Naso, artista e concept designer di leggere oltre il momento attuale e cogliere possibili direzioni future del mondo del lusso. È così che negli anni si sono moltiplicate collaborazioni e contaminazioni con esponenti del fashion, del design, persino dell’alta cucina, in nome di una libertà di innovazione e sperimentazione che ha aperto nuove strade espressive. 


Il prossimo passo è la release del nuovo brand BePolar, attesissimo da tutti i perfume lovers.


Bach per le orecchie, Picasso per gli occhi, Angelo Orazio Pregoni per il naso: ecco come un profumo può divenire una forma d’arte…eterna.

O’DRIÙ Experience Store – @ Spazio Velvet
Lunedì / sabato – 10.30/13.30 – 14.30/19.30
Milano – Via Molino delle Armi 41

Mangia, prega…premia: il web giudice degli Chef Awards 2017 a Milano!

Da dietro a un bancone a dietro uno schermo, sono gli Chef le vere celebrità del momento.
Non fornelli ma riflettori accesi nelle cucine più famose d’Italia in occasione del premio CHEF AWARDS, il primo evento culinario dedicato alla premiazione dei talenti Made in Italy, basato su un rivoluzionario concetto di votazione: la voce del web.

Il 29 Maggio l’Auditorium “La Verdi,” nel cuore della città Meneghina, avrà luogo la sfida fra i migliori chef italiani selezionati grazie ad oltre 3 milioni di giudizi lasciati dagli utenti sulle principali piattaforme web e portali dedicati al mondo del food. Per la prima volta gli chef saranno giudicati proprio dalla voce più sincera e vera, quella di chi ha testato i ristoranti e lasciato un commento sul web.
L’evento ha l’obiettivo di valorizzare le eccellenze del cibo italiano e dei ristoratori che contribuiscono ad accrescere il patrimonio culinario del Made in Italy.


Attraverso un semplice sistema di calcolo statistico, sono stati selezionati i migliori 600 in base ai punteggi presenti sui portali, utilizzando la media ottenuta fra il numero massimo di recensioni e il numero di voti più alti. Solo i migliori 100 saliranno sul palco di Chef Awards e fra questi 10 verranno premiati con il “The Best Chef Awards”.

La selezione dei ristoranti in gara, pubblicati per regione su http://www.chefawards.it, si basa sui seguenti criteri:

1. Selezione dei ristoranti per provincia in relazione al numero di abitanti;

2. Selezione dei ristoranti iscritti in almeno due portali di feedback;

3. Selezione fra i ristoranti con almeno 50 recensioni/giudizi;

4. Comparazione delle percentuali ottenute in almeno 2 portali.
Per la prima volta quindi sarà il popolo del web il vero giudice dell’evento.

Groupon – Main Sponsor dell’evento – promuoverà Chef Awards sulle sue pagine grazie ad una campagna dedicata ai migliori ristoratori italiani lanciando in contemporanea una nuova iniziativa solidale. Protagonista della campagna charity Azione contro la Fame, un’organizzazione internazionale, da 40 anni leader nella lotta contro le cause e le conseguenze della fame. Per tutto il mese di Maggio, per ogni coupon venduto dalle offerte che sostengono il progetto, Groupon donerà 1 euro all’organizzazione umanitaria fino ad un tetto massimo di 30.000€.


Tanti i nomi stellati tra i protagonisti dell’evento: in qualità di Testimonial lo Chef Andrea Mainardi, presenza consolidata nel programma la Prova del Cuoco e conduttore su FoxLife. Ospiti dell’evento anche il super Chef Bruno Barbieri e la food blogger Chiara Maci. Presenta la serata il conduttore e attore Paolo Ruffini.  

Rudy Bandiera, blogger e consulente web, sarà invece protagonista dello “storytelling” sul mondo del web e del food.

Un vero e proprio show rivolto a professionisti di settore e ai food lovers, durante il quale si alterneranno premiazioni, contenuti formativi, showcooking e food experience.

Gli utenti potranno acquistare sul portale Groupon.it le diverse tipologie di biglietto per Chef Awards 2017 a partire dal mese di marzo.
Lake the Group – la società organizzatrice dell’evento – nata nel 2008 vanta ben 10 anni di esperienza nel settore dell’organizzazione di grandi eventi legati al mondo food, BtoB e brand entertainment.

Azione contro La Fame: è un’organizzazione umanitaria internazionale, da quasi 40 anni leader nella lotta contro le cause e le conseguenze della fame. In quasi 50 Paesi del mondo salviamo la vita di bambini malnutriti, assicuriamo alle famiglie acqua potabile, cibo, cure mediche, formazione e consentiamo a intere comunità di vivere libere dalla fame.

Groupon (NASDAQ:GRPN) è il leader mondiale del commercio locale ed il luogo dove gli utenti possono scoprire tramite web o smartphone cosa fare, vedere, gustare e comprare a prezzi straordinari. Con gli acquisti in tempo reale, gli utenti possono trovare il meglio che la propria città può offrire in termini di attività locali, eventi, vacanze e prodotti di ogni genere. Groupon ha rivoluzionato il modello di business delle piccole e medie imprese e le modalità di interazione fra gli esercenti commerciali e i propri clienti, fornendo loro prodotti tecnologici capaci di personalizzare la vendita ed incrementare il business. Per scaricare l’App, visita http://www.groupon.it/mobile. Per cercare le offerte o iscriversi a Groupon, visita http://www.groupon.it,. Per scoprire come funziona Groupon, visita http://works.groupon.it/

Happy 25th birthdaylou 

Il 1992 ha fatto la storia: è l’anno in cui è nato Disneyland, l’Internet Society e cosa più importante…io (con la modestia che mi contraddistingue sempre :D)Mancano ventiquattro ore al mio primo quarto di secolo e sono già pronta sul blocco di partenza per la corsa ai festeggiamenti.

Ho sempre considerato il compleanno il più importante degli avvenimenti da celebrare (modesta e mai egocentrica :D) e da qualche anno ho organizzato weekend lunghi per festeggiarlo: viaggi, amici, arte, musica e tante tante dolcevolezze (che morirò di diabete ormai è un dato di fatto).

Quest’anno saranno venticinque e per onorare un quarto di secolo occorre come minimo un quarto di mese, motivo per cui sono stati organizzati non uno, non due, ma ben tre weekend di festeggiamenti. Ed oggi vi racconto il primo.
Fermata? La Ville Lumière!
Erano passati tre anni dalla mia ultima volta in Francia e volevo vedere finalmente Parigi in primavera. 

A spasso senza un planning, sorseggiando un Mariage Frères all’aperto (il tea più buono al mondo) e gustando i miei tanto amati macarons: era questa l’idea per trascorrere un compleanno tranquillo e spensierato; ignoravo il fatto che sarebbe invece stato molto di più.

Parigi, di tutti i luoghi, è dove mi sono sempre sentita un po’ a casa: sarà che una parte di me appartiene a questa terra, sarà il nome o la puzza sotto il naso all’insù, degno di ogni francese che si rispetti; non ho mai nascosto il mio desiderio di vivere lì, anche temporaneamente e questo viaggio ne è stata la conferma.
Ho preso una stanza in un boutique hotel in centro non lontana dal magnifico quartiere di Marais, uno dei più antichi di Parigi; stazione a 2 minuti e di fronte due linee della metropolitana, negozi e ristoranti intorno a Rue Saint-Antoine, oltre a decine di stradine dove vagare e perdersi tra pensieri e sogni.

L’appartamento in sé era piccolino, ma moderno e confortevole. Me ne sono innamorata, soprattutto per la sua combinazione di colori oro e blu, travi in legno, vasi di fiori alla finestra, un libro di cucina francese sulla scrivania e un tavolo da caffè stile bistrot sul balcone.

Mai come questa volta, mi sono sentita una “francese di quartiere”. 

Era esattamente dove volevo essere per festeggiare il mio compleanno.

E quando tutto sembrava già perfetto, eccoli lì, i biglietti per Disneyland e mille sogni da bambina trasformati in realtà. Festeggiando venticinque anni insieme, è stato uno dei momenti più emozionanti della mia vita: è una sensazione strana, indescrivibile, di quelle che ti raccontano ma che non riesci a comprendere. Fidatevi, è tutto vero; appena guardi il castello che hai sempre visto in miniatura sulla mensola della tua cameretta, ritorni a quando avevi sette anni e alle tue lacrime di gioia quando la mamma te lo fece trovare sulla torta di compleanno. Sì, è proprio così, solo il giorno della mia seduta di laurea ho avuto la stessa tachicardia, riapparsa davanti a Minnie che mi abbraccia e si complimenta per il mio cappello vintage très chic (bambina sì, ma sempre con stile eh). 

E poi la cucina francese, le passeggiate sulla Senna, Notre Dame, Tour Eiffel, Louvre, il pain au chocolat, i drogarons di Ladurée, gli éclair di Stohrer, lo shopping sugli Champs-élysées, e da Kilos (il vintage che si acquista al chilo…semplicemente geniale), i giardini profumati e un arcobaleno di sentimenti ad accompagnarmi.
“C’est mon anniversaire ”! – sì, il più bello della mia vita.
Lasciare Parigi non è mai stato facile per me, ma mai come questa volta. Sono grata per questo fine settimana che ricorderò sempre, in ogni sua sfumatura di cuore. Non avrei potuto chiedere di meglio per festeggiare il mio primo quarto di secolo.
À bientôt, Parigi!.

Grazie…

 To be continued…